Salute e Bellezza

Primavera: tra falsi miti sulla salute e pregiudizi stagionali

Con l’arrivo della primavera, il risveglio della natura porta con sé non solo fiori e giornate più lunghe, ma anche una serie di luoghi comuni sulla salute e stereotipi stagionali che si tramandano di generazione in generazione. Sebbene alcuni abbiano un fondo di verità, molti sono esagerazioni o credenze prive di solide basi scientifiche. Vediamo quali sono i più diffusi, sfatando i miti e chiarendo i pregiudizi legati a questa stagione.

Luoghi comuni sulla salute in primavera

  1. “In primavera si è più stanchi per il cambio di stagione”
    Uno dei cliché più noti è la cosiddetta “stanchezza primaverile”. Si dice che il passaggio dall’inverno alla primavera, con l’aumento delle temperature e il cambio dell’ora legale, provochi spossatezza e sonnolenza. Se è vero che il nostro ritmo circadiano può subire un lieve squilibrio a causa delle giornate più lunghe e del jet lag sociale indotto dall’ora legale (introdotta in Italia il 25 marzo 2025, secondo il calendario attuale), la stanchezza non è una condizione universale. Studi scientifici, come quelli condotti dall’Università di Groninga, indicano che questo fenomeno colpisce solo una minoranza di persone, spesso già predisposte a disturbi del sonno o stress. Per la maggior parte, la “stanchezza primaverile” è più un’aspettativa culturale che una realtà fisiologica.
  2. “Le allergie colpiscono tutti in primavera”
    La primavera è sinonimo di pollini, e con essi arriva il luogo comune che “tutti” soffrano di allergie in questo periodo. In realtà, secondo l’Associazione Italiana di Aerobiologia (AIA), solo il 20-25% della popolazione italiana è allergica ai pollini di graminacee, betulle o altre piante tipiche della stagione. La percezione che l’allergia sia inevitabile è amplificata dalla visibilità dei sintomi (starnuti, occhi arrossati) e dal racconto collettivo, ma chi non è predisposto geneticamente non svilupperà mai questo problema, indipendentemente dalla quantità di polline nell’aria.
  3. “Con la primavera bisogna disintossicarsi”
    L’idea di “depurarsi” in primavera con diete detox o tisane è un altro tormentone stagionale. Si crede che dopo l’inverno il corpo abbia accumulato tossine da eliminare per affrontare la nuova stagione. Tuttavia, medici e nutrizionisti, come quelli dell’Istituto Superiore di Sanità, sottolineano che il nostro organismo è già dotato di un sistema naturale di disintossicazione (fegato e reni) che funziona tutto l’anno. Le diete detox, spesso prive di evidenze scientifiche, possono persino risultare dannose se troppo restrittive, mentre una semplice alimentazione equilibrata è sufficiente per mantenere la salute in primavera come in ogni altro momento.
  4. “Il raffreddore primaverile è inevitabile”
    “Mi sono raffreddato perché è primavera” è una frase che si sente spesso. Molti attribuiscono i malanni stagionali al clima variabile o agli sbalzi di temperatura. In realtà, i raffreddori sono causati da virus, non dal tempo atmosferico. La primavera può favorire la diffusione di alcuni rhinovirus a causa degli incontri all’aperto e dell’umidità, ma non è la stagione in sé a “portare il raffreddore”. Lavarsi le mani e ventilare gli ambienti restano le difese più efficaci, indipendentemente dal mese.
  5. “In primavera si prendono più influenze perché si esce di più”
    Un altro mito diffuso è che l’influenza colpisca di più in primavera a causa delle uscite frequenti e del clima instabile. In verità, la stagione influenzale in Italia si concentra tra autunno e inverno, con un picco tra dicembre e febbraio. In primavera, i casi di influenza vera e propria sono rari, e ciò che spesso viene scambiato per “influenza” è un raffreddore o una reazione allergica. I pregiudizi sulle “correnti d’aria” o sul “vestirsi leggeri” alimentano questa confusione.

Pregiudizi legati alla primavera

  1. “La primavera rende tutti più felici”
    L’immagine della primavera come stagione della rinascita e della gioia è radicata nella cultura popolare: il sole, i fiori e il tepore dovrebbero automaticamente migliorare l’umore. Eppure, non è così per tutti. Per chi soffre di disturbo affettivo stagionale (SAD) in versione primaverile-estiva – meno comune rispetto a quello invernale ma reale – l’aumento della luce può provocare ansia o irritabilità. Inoltre, la pressione sociale di “dover essere felici” può accentuare il disagio di chi affronta difficoltà personali, trasformando la primavera in un periodo di contrasto emotivo.
  2. “In primavera si è più attivi e produttivi”
    Si dice che con la bella stagione arrivi una sferzata di energia, ma questo è un pregiudizio che non tiene conto delle differenze individuali. Se per alcuni il clima mite stimola l’attività fisica e la creatività, per altri – come i soggetti allergici o sensibili agli sbalzi climatici – la primavera può essere un ostacolo alla concentrazione. Un’indagine condotta da Eurostat nel 2024 ha mostrato che la produttività lavorativa in Europa non subisce variazioni significative tra marzo e maggio rispetto ad altri periodi, smentendo l’idea di un “boom primaverile”.
  3. “La primavera è la stagione dell’amore”
    Il pregiudizio che associa la primavera al romanticismo e all’innamoramento è un classico, alimentato da poesie, film e dalla biologia del risveglio naturale. Tuttavia, non ci sono dati statistici che dimostrino un aumento reale di relazioni o matrimoni in questo periodo. Anzi, uno studio dell’Università di Zurigo (2023) ha rilevato che i picchi di attività su app di incontri si concentrano più in inverno, quando le persone cercano compagnia per affrontare il freddo, che in primavera.
  4. “Il tempo primaverile è sempre imprevedibile”
    “Aprile, non ti scoprire” recita il proverbio, e molti vedono la primavera come una stagione caotica dal punto di vista meteorologico. Se è vero che marzo e aprile possono portare giornate variabili, i cambiamenti climatici stanno rendendo le primavere italiane sempre più stabili e calde. Secondo il CNR, nel 2025 la primavera si è aperta con temperature sopra la media stagionale già a inizio marzo, riducendo gli sbalzi repentini e smentendo in parte questo luogo comune.

Conclusione: separare i fatti dalle credenze

La primavera porta con sé una narrazione ricca di luoghi comuni sulla salute e pregiudizi stagionali, ma non tutto ciò che si tramanda è accurato. La stanchezza non è una condanna universale, le allergie non colpiscono tutti e il corpo non ha bisogno di “detox” straordinari. Allo stesso modo, la primavera non è automaticamente sinonimo di felicità, produttività o amore per chiunque. Sfatando questi miti, possiamo vivere la stagione per quello che è: un momento di transizione, con le sue peculiarità, ma senza le esagerazioni che spesso la accompagnano. La vera salute primaverile? Informarsi, ascoltare il proprio corpo e, magari, godersi un po’ di sole senza troppe aspettative.

Please follow and like us: