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La strage delle patenti Il nuovo Codice della Strada non perdona

Gli effetti del nuovo Codice della Strada, entrato in vigore il 14 dicembre 2024, si stanno rivelando sempre più tangibili a tre mesi dall’introduzione delle nuove norme. La riforma, fortemente voluta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, ha segnato un giro di vite sulla sicurezza stradale, con un impatto evidente sui numeri delle patenti ritirate. Secondo un’analisi dettagliata condotta da Il Sole 24 Ore, nei primi tre mesi del 2025 (dal 14 dicembre 2024 al 15 marzo 2025), la Polizia Stradale ha effettuato 16.432 ritiri di patente, tra revoche e sospensioni temporanee.
Un dato che spicca se confrontato con l’intero anno 2024, durante il quale le patenti ritirate dalla sola Polizia Stradale erano state 38.283. Questo significa che, in appena un trimestre, si è raggiunto oltre il 40% del totale dell’anno precedente, evidenziando una crescita esponenziale senza precedenti.
L’impennata dei ritiri riflette un rafforzamento dei controlli sulle strade italiane, con 19.154 pattuglie schierate da Polizia Stradale e Carabinieri nelle sole prime 48 ore di applicazione delle nuove regole (13-15 dicembre 2024). Ma non è solo una questione di quantità: a incidere sono soprattutto le nuove disposizioni normative, più severe e punitive.
Tra queste, spicca l’inasprimento delle sanzioni per la guida con il cellulare, che ora prevede la sospensione immediata della patente per 7 giorni (se il conducente ha tra 10 e 19 punti) o 15 giorni (se i punti sono inferiori a 10), oltre a una multa che può variare da 250 a 1.697 euro e la decurtazione di 5 punti.
In caso di recidiva entro due anni, la sospensione può arrivare a 3 mesi, con sanzioni fino a 2.588 euro.
Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), diffusi il 15 marzo 2025 e riportati da Repubblica, su 17.607 patenti ritirate nei primi tre mesi, ben 8.912 (il 50,6%) sono riconducibili all’uso scorretto del cellulare al volante.

I dati delle principali città italiane
L’impatto del nuovo Codice della Strada si riflette in modo evidente nelle principali città italiane, dove i ritiri di patente hanno segnato incrementi record rispetto allo stesso periodo del 2024 (14 dicembre 2023 – 15 marzo 2024).
Ecco i dati aggiornati, elaborati da Il Sole 24 Ore e Quattroruote: Napoli 707 patenti ritirate contro 430 (+64,4%); Milano 647 contro 183 (+253%); Torino 546 contro 160 (+241%); Roma: 530 contro 300 (+77%); Palermo 267 contro 85 (+214%).
Altri centri urbani non sono da meno: a Bologna l’aumento è del 60% (con 28 mini-sospensioni registrate), a Bari del 202% (103 ritiri), a Firenze del 40% (174 contro 124). Un dato significativo riguarda le cosiddette “mini-sospensioni” (introdotte per infrazioni come il sorpasso a destra, il passaggio con semaforo rosso o la mancata precedenza) che durano 7 o 15 giorni per chi ha meno di 20 punti sulla patente.
A Milano, ad esempio, nei primi due mesi e mezzo del 2025 sono state applicate 157 mini-sospensioni, a Napoli 87, a Bologna 28, evidenziando un utilizzo capillare di questa nuova misura.

Le difficoltà operative: più lavoro per le Forze dell’Ordine
L’aumento dei ritiri di patente non è privo di conseguenze sul piano operativo. Le Forze dell’ordine e gli uffici territoriali si trovano a gestire un carico di lavoro sensibilmente maggiore.
La procedura per il ritiro, come ricostruita da Il Sole 24 Ore, prevede otto passaggi: dalla verifica dell’infrazione al controllo dei punti patente, fino alla trasmissione dei dati all’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida (Anag) e alla comunicazione al conducente. Questo ha generato rallentamenti in alcune città, come segnalato dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), soprattutto nei casi in cui la sospensione deve essere notificata alla Prefettura, come per la guida con il cellulare.

Un bilancio tra sicurezza e polemiche
Il nuovo Codice della Strada sembra aver raggiunto un primo obiettivo: aumentare la percezione del rischio tra gli automobilisti e ridurre l’incidentalità. Tuttavia, non mancano le critiche. Alcuni sottolineano il pericolo di un eccessivo carico burocratico per le forze dell’ordine, mentre altri, tra cui associazioni antiproibizioniste, contestano la norma sui test salivari per le sostanze stupefacenti, che prevede la revoca della patente anche senza prova di alterazione psico-fisica.
Sul fronte opposto, il Ministro Salvini difende i risultati: “Mi hanno accusato di essere un proibizionista, ma i numeri parlano chiaro: 61 morti in meno in tre mesi. La sicurezza viene prima di tutto”.
Quel che è certo è che il 2025 ha segnato un cambio di passo nella lotta ai comportamenti pericolosi alla guida, con il cellulare nel mirino come nemico numero uno della sicurezza stradale

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